Le opere di
Paolo Nori
Si sente? tre discorsi su Auschwitz
Per noi, la storia, la storia a noi contemporanea, noi è come se abitassimo tutti in un appartamento al settimo piano che dà su uno snodo ferroviario ma ci abitiamo da tanto di quel tempo che se ci chiedono "Ti dà fastidio, il rumore dei treni?" ci vien da rispondere "Il rumore dei treni? Che rumore? Che treni?" Questo non vuol dire che i treni non facciano rumore. E non vuol dire che a concentrarsi, a tendere l'orecchio, come si dice, non si senta, quel rumore, il rumore che il treno della storia fa in questo preciso momento che noi siamo qui.
Mo mama
"Ho sentito dire che chi non va a votare priva del diritto di andarci anche tutti gli altri e io, scusatemi, sono vent'anni che sto a casa, quindi sono vent'anni che privo la gente dei loro diritti, e io pensavo, e, vi confesso, penso ancora, che fosse e che sia un mio diritto, stare a casa, e devo dire, scusatemi, che da quando, vent'anni fa, ho smesso di credere che qualcuno che andrà in parlamento farà il mio bene, da quando ho cominciato a pensare che il mio bene era bene non delegarlo a nessuno ma farlo da solo, e che la politica non è una cosa che si fa quando si va a votare, ma che la politica si fa tutti i giorni, e che è politica il modo in cui si parla, il modo in cui ci si muove, che è politica il grado di gentilezza con cui si parla coi propri figli, e coi propri genitori,ecco io sto molto meglio, da quando ho scoperto queste cose." Paolo Nori. Cos'è "Mo mama?" E una disposizione mentale, un modo di vedere il mondo, un metodo che lo scrittore Paolo Nori applica alla sua città, Parma, ai tempi del Movimento 5 stelle, e all'Italia di oggi. Provare a vedere le cose come se le si vedesse per la prima volta. Un libro che diverte e fa pensare a tutto quello che abbiamo perso per strada quando parliamo di politica e di chi ci governa.
Storia della Russia e dell'Italia romanzo storico epistolare
Learco e Mario sono costretti da un opportunista editore romagnolo a raccontare in un libro la storia di questi due paesi, dal momento che hanno firmato in stato di ubriachezza un contratto che li vincola a consegnare il manoscritto in tempi brevi. Il romanzo raccoglie dunque le lettere che i due protagonisti si scambiano, mettendo insieme reminiscenze scolastiche e ricordi personali. All'interno di questo dialogo a due si inseriscono altre "voci", come per esempio quella di Alvise, il nipote dell editore romagnolo, desideroso di entrare a pieno titolo nel progetto. Il libro contiene, in appendice, il breve saggio Spaccarsi la testa, che si può considerare il manif della "letteratura rovinata".