Le opere di
Voltaire
Dizionario filosofico
Pubblicato in forma definitiva nel 1769, il Dizionario filosofico riprende lo spirito antisistematico e divulgativo dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert, affrontando in uno stile polemico e aneddotico i temi cari al pensiero illuminista. Denso di aneddoti storici, sentenze acute, graziose fantasie satiriche, osservazioni spiritose, efficaci spunti di polemica civile e politica, l'opera è forse quella più completa e caratteristica del genio e dello stile caustico di Voltaire. La sua lettura fa cogliere alle origini i temi di fondo che hanno accompagnato lo sviluppo della moderna civiltà liberal-democratica in Europa. I grandi principi dello Stato laico, dell'eguaglianza di diritti e doveri, del rispetto delle prerogative naturali dei singoli individui, della libertà di pensiero, della necessità di diffondere il sapere e salvaguardare il pacifico convivere di una pluralità di opinioni e orientamenti culturali, sono esposti con un acume analitico che conserva ancor oggi piena attualità. Il Dizionario rivela infine la grandezza dell'uomo, basando l'universalità degli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi su una morale universale basata sull'amore e sull'impegno per gli altri.
Trattato sulla tolleranza
«La tolleranza non ha mai provocato guerre civili, mentre l'intolleranza ha coperto la Terra di stragi». A Tolosa il 10 marzo 1762 il commerciante ugonotto Jean Calas viene giustiziato con l'accusa di aver ucciso il figlio per impedirgli di convertirsi al cattolicesimo. Nonostante la mancanza di prove e un processo arbitrario, Jean Calas, che anche sotto tortura si professa innocente, è giudicato colpevole. Non da Voltaire, che con la sua penna tagliente scaglia parole feroci contro le storture del fanatismo religioso, mostrando come il dogmatismo e la superstizione inquinino la convivenza pacifica e corrompano la facoltà di giudizio. Dando avvio a una battaglia di civiltà, il "Trattato sulla tolleranza" è un vero e proprio «manifesto» per la libertà di pensiero e il rispetto di ogni diversità. Un'opera sempre attuale capace di riportarci alle radici stesse della modernità. Con un saggio di Italo Mereu.
Candido o l'ottimismo-Trattato sulla tolleranza. Ediz. integrale
In questo breve e affollato romanzo, l'inquietudine metafisica dinanzi all'inspiegabile presenza del male nel mondo si risolve in una farsa grottesca e crudele che Voltaire ha saputo, nello stesso tempo, trasformare in una parabola universale sulla miseria e sulla grandezza dell'uomo. Egli non fornisce risposte che pretendono di essere risolutive: la girandola di avventure, sciagure, improvvise fortune e delusioni nella quale sono coinvolti i personaggi di Candido sembra dimostrare, anzi, che ogni tentativo di rispondere è vano. Quello che, però, non è vana è la forza dell'intelligenza, dell'arguzia e dell'ironia e, se questa non basta per trovare una soluzione, costituisce incontestabilmente la sola risorsa concessa agli uomini per far fronte alla realtà.
Candido ovvero l'ottimismo
Scritto a ridosso di eventi tragici che sconvolsero l'Europa, "Candido" è una ironica meditazione sul destino umano, sul senso della storia e sulla ricerca della felicità, diventato fin dal suo primo apparire, nel 1759, uno di quei libri - come il "Don Chisciotte" o i "Saggi di Montaigne"- su cui si è formata la coscienza moderna. Sintesi di un'acutissima intelligenza critica e di una consumata maestria stilistica, "Candido" riesce a mantenersi in miracoloso equilibrio tra l'avventura e la parabola, tra il mito e il pamphlet, tra il ritmo frenetico della comica e l'elegante grazia rococò, tra la risata liberatoria e l'amaro sarcasmo della disperazione.
Candide
Roman philosophique dans lequel Voltaire nous présente les formes les plus variées de maux. Des maux naturels à ceux provoqués par la méchanceté humaine, Candide conclut cette succession d'aventures en invitant chacun de nous à cultiver son jardin. Loin de se replier sur lui-même, chacun doit enrichir, fertiliser ce jardin c'est-à-dire le monde!
Sulla tolleranza
Una campagna appassionata in difesa di un uomo giustiziato, senza esitazioni di fronte all'autorità e alla tradizione, di fronte ai poteri di una gerarchia spirituale e di un governo assoluto. Considerato a tutt'oggi una testimonianza indelebile dello spirito illuminista e un manifesto senza tempo della libertà di pensiero, questo "Trattato sulla tolleranza" fu scritto da Voltaire in occasione di un fatto di cronaca. La sera del 13 ottobre 1761 il giovane Marc-Antoine Calas venne trovato morto. Dell'omicidio fu accusato il padre Jean, calvinista. Il movente: la presunta conversione al cattolicesimo del figlio. Fu l'inizio di un'accesa battaglia civile e religiosa che si concluse con la condanna a morte di Jean Calas da parte del tribunale di Tolosa. Sergio Luzzatto, uno degli storici italiani che con più forza si sono pronunciati contro l'oscurantismo religioso, sottolinea tutta l'attualità del Trattato: "Voltaire aveva inteso perorare la causa generale della libertà d'opinione, contro le logiche sacre o profane di qualunque ortodossia. Contro la logica di qualunque pensiero unico". Ad animare le pagine di Voltaire è un'idea radicale: la tolleranza è la prima prerogativa dell'umanità, è la sua legge di natura. Perché "il diritto dell'intolleranza è assurdo e barbaro; è il diritto delle tigri; anzi, è anche più orribile, perché le tigri non sbranano che per mangiare, mentre noi ci siamo sterminati per dei paragrafi."
Candido / Zadig / L'Ingenuo
Acerrimo nemico dell'ignoranza, dei luoghi comuni e dell'intolleranza, Voltaire adottò la formula del racconto filosofico per esprimere in modo tagliente e caustico le idee che più gli stavano a cuore e che voleva divulgare. Con Candido, Zadig, L'Ingenuo, sulla linea di pensiero più avanzata del Settecento europeo, il grande polemista francese si scaglia contro i pregiudizi di una civiltà che, con le sue ingiustizie e con la sua gratuita repressione, rischia di essere più barbara della natura incolta.
Il filosofo ignorante. Testo francese a fronte
Zadig o il destino