Le opere di
Slavoj Zizek
Come un ladro in pieno giorno. Il potere all'epoca della postumanità
È vero, negli ultimi anni il nostro mondo è cambiato in modo rapidissimo, e lo sviluppo tecno-scientifico ci ha fatto approdare in un'epoca che Slavoj Zizek, in questo suo nuovo libro, non esita a definire di postumanità. Ma la forza che soggiace a questo cambiamento è sempre la stessa, solo meno visibile e al contempo più pervasiva che mai: il capitalismo, il quale, ancora una volta, come preconizzato da Marx dimostra appieno la sua capacità di dissolvere nell'aria tutto ciò che è solido. Zizek prende in analisi tutti i nodi e le sfide del presente: l'automazione del lavoro, l'impasse costituita dal populismo da un lato e dalla sinistra moderata dall'altro, il nesso tra «progresso» tecnologico e controllo digitale, quello tra (auto)vittimizzazione e presa di parola, la minaccia ecologica nell'epoca dell'Antropocene, la virtualizzazione del denaro, la falsa libertà della Rete, le ipocrisie del politically correct, il crescente consumo di oppiacei (e il conseguente aumento su scala globale delle dipendenze): tratteggiando così un lucidissimo affresco dell'epoca postumana, colto, ironico e informatissimo. Ma può ancora avvenire un cambiamento radicale? In che direzione e con quali mezzi lavorare per favorirne l'avvento? Se aprissimo gli occhi, ci accorgeremmo che il capitalismo, lungi dall'essere in una fase trionfante, si sta in realtà trasformando in qualcos'altro. Non sappiamo ancora in cosa: ma sta a noi individuare le avvisaglie dei tempi nuovi, amplificarle, farle durare.
Che cos'è l'immaginario
Come sottrarci alla tempesta di immagini, informazioni, relazioni tecnologiche da cui siamo sommersi? Dove trovare un punto saldo cui ancorare la percezione della realtà che ci circonda? Un tempo, dice Slavoj Zizek, le cose erano più semplici: si potevano criticare le ideologie come "mistificazioni" proprio facendo appello al senso di realtà. Oggi, invece, bisogna procedere al contrario: da quando la realtà si è fatta virtuale, la si deve criticare partendo dal suo supplemento illusorio: dal lato dell'immaginario. Uno dei compiti principali della filosofia oggi sarebbe dunque sottoporre a critica lo statuto dell'immaginario e il suo rapporto con la realtà; se non che Zizek ci dimostra che le cose non stanno così: la distinzione tra realtà e immaginario è falsa, ed è reale e immaginaria essa stessa. Zizek intreccia i più grandi pensatori della storia con i più eterogenei esponenti della cultura popolare e dà vita a un discorso attraverso il quale esamina la nozione di immaginario, il modo in cui esso anima il piacere e ne contempera gli eccessi, lo strutturarsi del feticismo e infine la metamorfosi della soggettività nell'era digitale. "Che cos'è l'immaginario" già noto con il titolo "L'epidemia dell'immaginario" e ora riproposto dal Saggiatore in un'edizione rivista, è un testo in cui i nostri abituali schemi di pensiero sono sottoposti a tensione estrema: un fondamentale per imparare a far deflagrare l'impalcatura delle categorie, quotidiane e filosofiche, che ci mantengono in vita.
Il contraccolpo assoluto. Per una nuova fondazione del materialismo dialettico
Che cos'è il "contraccolpo assoluto"? In Hegel, è una radicale coincidenza degli opposti, in cui la negazione produce al contempo ciò che essa stessa nega: e Slavoj Zizek, in questo nuovo lavoro, tenta di elevare il concetto a principio metafisico universale, continuando nella sua opera pluridecennale di reinterpretazione di Hegel e Lacan. Seguito ideale di "Meno di niente, Il contraccolpo assoluto" rileva l'insuccesso del materialismo filosofico in tutte le sue modalità, dal naturalismo scientifico al Nuovo Materialismo di Deleuze, proponendone una formulazione rinnovata alla luce delle più recenti scoperte scientifiche (in primis la fisica quantistica), della psicoanalisi e del fallimento politico per antonomasia, quello del comunismo novecentesco. Indicando nel materialismo dialettico l'unico vero erede dell'approccio speculativo hegeliano, Zizek, nel suo stile (un impasto di cultura alta e bassa, Schünberg e musica pop, Heidegger e noir americani), ripensa la tradizione culturale occidentale, offrendo agli abitanti di un Occidente che non smette di tramontare nuove basi e possibilità per ricominciare a pensare il futuro della nostra società.
La nuova lotta di classe. Rifugiati, terrorismo e altri problemi coi vicini
Alle porte del nostro castello di declinante benessere bussano le miserie del mondo; i suoi conflitti esplodono nelle nostre città. Come leggere questa nuova emergenza continua, il Nuovo Disordine Mondiale? Slavoj Zizek scandaglia qui con il suo stile spietato e diretto i vari fronti che si contrappongono a livello globale: da un lato i conservatori anti-immigrati, dall'altro l'ISIS e la sua barbarie, e nel bel mezzo i progressisti che si fanno promotori del peggio del politicamente corretto e di irrealistiche soluzioni di spalancamento dei confini. Denunciando parecchi tabù della sinistra, Zizek inserisce le questioni dei rifugiati e del terrorismo in un più ampio quadro, collegandole alle responsabilità militari ed economiche dell'Occidente, alle nuove schiavitù e alle nuove apartheid necessarie all'odierno capitalismo globale, ai fanatismi interni ed esterni all'Occidente. Se c'è una soluzione a tutto questo, che - avverte Zizek - può sembrare utopica ma è l'unica realistica, è connettere i vari antagonismi interni al sistema capitalistico, matrice responsabile degli attuali conflitti su scala globale, e dare l'avvio a una nuova, rivoluzionaria lotta di classe.
L'oggetto sublime dell'ideologia
Cosa accomuna il dittatore e l'isterico, il monarca e il folle, il sostenitore di un regime totalitario o di una moderna democrazia liberale e colui che si precipita al supermercato perché è stato colto dall'improvviso timore di rimanere a corto di carta igienica? Tutti questi casi presuppongono l'esistenza di un grande Altro, un ordine simbolico dal quale siamo interpellati, osservati, che registra le nostre colpe, i nostri autentici propositi, una finzione che è più reale della stessa realtà e in base alla quale assumiamo incarichi, progetti, stili di vita. E che, pertanto, non può essere abolita, pena la distruzione dell'universo simbolico del soggetto. In questo libro del 1989 (finora mai tradotto), che ha imposto Slavoj Zizek come uno dei più brillanti e profondi pensatori del nostro tempo, è indagata una specie particolare di finzione: l'illusione ideologica. Per fare questo, l'autore di In difesa delle cause perse e del monumentale Meno di niente, avvia un serrato confronto, tra gli altri, con Lacan, Freud, Marx e Hegel. L'oggetto sublime dell'ideologia è un'opera in cui pagine di notevole densità teorica si sposano perfettamente con lunghe digressioni sulla cultura di massa. Insomma, un'opera che dimostra come attività apparentemente banali (per esempio, trascorrere il proprio tempo davanti alla tv) possano essere elevate a oggetto (sublime) di un trattato filosofico.
Il trash sublime
Un solo agevole volume offre per la prima volta al lettore italiano le riflessioni di Zizek sull'arte, riunendo testi apparsi originariamente in tempi e luoghi diversi. Come ha avuto modo di affermare Zizek stesso, "la verità si esprime sempre negli spiazzamenti rispetto al tema centrale". In questi testi Zizek affronta l'universo artistico mediante la sua tecnica di accerchiamento culturale, o di "sguardo anamorfico", che risulta qui quanto mai efficace e proficua.
L' isterico sublime. Psicanalisi e filosofia
Le origini filosofiche della psicanalisi sono in Kant, riletto con gli occhiali di De Sade, mentre il godimento diventa l'equivalente generale di una teoria economica del plusvalore. La psicanalisi, da Freud a Lacan, viene utilizzata come grimaldello per mettere a nudo il non detto della filosofia classica tedesca. Un esercizio che conduce le figure della dialettica hegeliana a reincarnarsi nella trama di un discorso sull'isteria. Nel frattempo i paradossi di Zenone diventano la metafora di un godimento sempre rinviato... I rapporti tra psicanalisi e filosofia sono l'argomento centrale di quest'opera di Zizek, un autore che sta conoscendo anche in Italia la fama di pensatore di primo piano della modernità.
Lacanian Ink 22
Slavoj Zizek addresses the Platonic reaction of the reader "...that between the limited view of us, mortals, and the view of the big Other which sees everything!" Only to argue against its own projection. "Vertigo is the ultimate anti-Platonic film, a systematic materialist undermining of the Platonic project, akin to what Deleuze does in the Appendix to The Logic of Sense." With Alain Badiou an obscure disaster ended the truth of the state. "It is thus that i understood Sartre's gross maxim: 'Every anticommunist is a dog,' because every anticommunist manifested thus his hatred of 'us,' his deetermination to exist only within the limits of propriety of himself - which is always the propriety of some property."