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Le opere di

Simone Weil

L'ombra e la grazia

L'ombra e la grazia

«Caro amico, sembra proprio che sia giunto il momento di dirsi addio. Non sarà facile per me avere spesso sue notizie. Spero che il destino risparmierà questa casa di Saint-Marcel dove vivono tre esseri che si amano. È qualcosa di così prezioso. L'esistenza umana è così fragile e così esposta che non posso amare senza tremare. Non ho ancora potuto rassegnarmi a che tutti gli esseri umani oltre a me non siano completamente preservati da ogni possibilità di sciagura. E questa è una grave mancanza al dovere di sottomissione alla volontà di Dio. Lei mi dice che nei miei quaderni ha trovato, oltre a cose che aveva pensato, altre che non aveva pensato, ma che si era atteso; dunque le appartengono, e spero che dopo aver subìto in lei una trasmutazione, esse riemergano un giorno in una delle sue opere. Perché è certamente ben preferibile per un'idea unire la propria fortuna alla sua che non alla mia. Sento che la mia quaggiù non sarà mai buona (non è che io ritenga che sarebbe migliore altrove: non lo posso credere). Non sono qualcuno con cui sia un bene unire la propria sorte. Gli esseri umani l'hanno sempre più o meno presagito; ma, non so per quale mistero, le idee sembrano avere meno discernimento. Non auguro niente di più a quelle che mi sono venute incontro che un buon consolidamento, e sarei molto felice che trovassero ospitalità sotto la sua penna cambiando forma in modo da riflettere la sua immagine. Questo diminuirebbe un po' per me il senso di responsabilità, e il peso schiacciante del pensiero che io sia incapace, a causa delle mie diverse tare, di servire la verità così come mi appare, quando si degna, come mi sembra, di lasciarsi talvolta percepire da me, con un inconcepibile eccesso di misericordia. Prenderà tutto questo, penso, con la stessa semplicità con cui glielo dico. Per chi ama la verità, nell'operazione di scrivere, la mano che tiene la penna e il corpo e l'anima che vi sono uniti, con tutto il loro involucro sociale, sono cose di infinitesimale importanza. Piccolezze di infinitesimo ordine. È per lo meno l'importanza che io attribuisco, riguardo a quest'operazione, non soltanto alla mia persona, ma anche alla sua e a quella di tutti gli scrittori che stimo. La persona di coloro che in misura maggiore o minore disprezzo conta per me solo in questo ambito. Non so se le ho detto, a proposito di questi quaderni, che può leggerne i passi che vorrà a chi vorrà, ma che non bisogna lasciarne nessuno nelle mani di qualcuno... Se per tre o quattro anni non sentirà parlare di me, se ne consideri interamente proprietario. Le dico tutto questo per partire con lo spirito più libero. Mi dispiace soltanto di non aver potuto confidarle tutto quello che porto ancora in me e che non è sviluppato. Ma fortunatamente quello che è in me, o è senza valore, oppure risiede fuori di me, sotto una forma perfetta, in un luogo puro dove non può subire alcun attacco e da dove può sempre ridiscendere. Pertanto, nulla di quanto mi concerne può essere di una qualche importanza. Mi piace anche pensare che, dopo il leggero choc della separazione, qualunque cosa mi possa accadere, lei non proverà mai alcun dispiacere per questo, e se talvolta le accadrà di pensare a me sarà come a un libro che si è letto nell'infanzia. Non vorrei avere mai altro spazio nel cuore di nessuno degli esseri che amo, per essere sicura di non recare loro mai alcuna pena. Non dimenticherò la generosità che l'ha spinta a dirmi e a scrivermi alcune di quelle parole che riscaldano, anche quando, come nel mio caso, non è possibile credervi. Ma sono comunque un sostegno. Troppo forse. Non so se potremo per molto tempo ancora darci reciproche notizie. Ma occorre pensare che questo non ha alcuna importanza». (Lettera di Simone Weil a Gustave Thibon, 1942). Con uno scritto di Gustave Thibon e una nota di Massimo Raffaeli.

La prima radice

La prima radice

"È soprattutto sul bisogno di radicamento che si concentra l'attenzione di Simone Weil, «il bisogno più importante e misconosciuto dell'anima umana, e tra i più difficili da definire». Si è detto che ad esso non corrisponde un bisogno dialetticamente contrario. Il fatto è che il radicamento costituisce il terreno di coltura indispensabile per la soddisfazione degli altri bisogni, cosicché ad esso si oppone non un bisogno correlativo ma la sua negazione, la «malattia dello sradicamento». La difficoltà poi a definirlo è anche dovuta al grado elevato di sradicamento a cui la società contemporanea è pervenuta, fino a subirlo come uno stato quasi naturale. L'analisi puntuale dello sradicamento operaio, dello sradicamento contadino e di quello che Simone Weil chiama lo sradicamento geografico, determinato dalla sostituzione dell'idea di nazione a quella di territorio, città, insieme di villaggi, regione, ha lo scopo di rendere evidenti i caratteri della malattia del nostro tempo. Innanzitutto la perdita del senso, nella misura in cui esso si trova assorbito nella ragione di Stato [...]. Quindi la distruzione di un rapporto pieno con il tempo e lo spazio, vale a dire con la propria storia e il proprio ambiente naturale; di qui il sentimento di discontinuità, frammentazione, estraneità, e in definitiva la riduzione della vita sociale a pura esteriorità." (Dallo scritto di Giancarlo Gaeta)

Incontri libertari

Incontri libertari

Fuori da ogni religione, ma a suo modo profondamente religiosa, fuori da ogni partito, ma sempre socialmente e politicamente impegnata, Simone Weil è un personaggio unico, difficile da far rientrare nelle grandi categorie che hanno segnato il Novecento. Ed è proprio questa sua «estraneità» che la rende oggi molto più in sintonia con il pensiero e la sensibilità contemporanei. Questa breve antologia ne offre una lettura specifica: la Weil degli anni Trenta consonante con il sindacalismo radicale e allarmata dalla generale deriva tecno-burocratica, la Weil della dura denuncia di ogni forma di totalitarismo, comunismo di Stato compreso, la Weil volontaria in Spagna nel 1936 come miliziana nella Colonna Durruti. Una Weil meno nota ma già tutta dentro alla fase centrale della sua riflessione filosofica, del suo essere e del suo fare.

Il libro del potere

Il libro del potere

"Tre motivi per leggerlo: Perché è un appassionante viaggio nell'antichità - gli eroi di Omero, la Grecia classica, il Cristianesimo eretico - alla ricerca di risposte fondamentali per la nostra vita. Perché racconta della violenza di chi ama sentirsi sempre dalla parte del giusto, del bene, della verità. Perché Simone Weil è un'autrice irresistibile, un esempio unico di coerenza e determinazione. "I Greci ebbero la forza d'animo di non mentire a se stessi; furono ricompensati per questo e raggiunsero nella vita il più alto grado di lucidità, purezza e semplicità." Simone Weil Non viviamo tempi facili. Ma forse non sono mai facili i tempi in cui gli uomini vivono. Ci sono i bisogni, da cui non si può prescindere, concreti, materiali. E c'è la difficoltà, più impalpabile ma non meno pressante, di capire la realtà intorno a noi, di fare ordine nella confusione che ci circonda, di confrontarsi con chi la pensa diversamente. Non si tratta di problemi solo nostri. Sono situazioni, appunto, che gli esseri umani fronteggiano da sempre. Simone Weil, ad esempio, se ne occupava negli anni Trenta del secolo scorso, mentre l'ascesa dei nuovi totalitarismi e la diffusione dell'industrializzazione stavano modificando in modo radicale il mondo. E lo faceva leggendo e rileggendo testi antichi, apparentemente lontani in realtà vicinissimi, come l'Iliade. Scoprendo che non sono soltanto i problemi a essere gli stessi, ma anche le risposte. C'è infatti una tentazione che sempre attende gli esseri umani, quando cadono preda di incertezze o insicurezze. È la scorciatoia della forza, l'affermazione violenta di se stessi e delle proprie idee. Non è solo violenza fisica. C'è anche quella, ovviamente. Ma anche altro: è la condizione esistenziale di chi non sopporta la complessità e adotta dunque soluzioni drastiche, fondate su opposizioni nette: il bene contro il male, la luce contro il buio. Chi la pensa diversamente diventa un nemico, e deve essere combattuto. È un vizio comune, tanto più diffuso quanto maggiore è l'insicurezza in cui viviamo. La scelta della forza è l'inevitabile conseguenza di simili pensieri, in difesa della propria purezza, della propria identità, della incrollabile incertezza di avere ragione sempre e comunque. Che questa sia una opzione sempre presente dovrebbe esserci ben chiaro: in fondo la nostra civiltà europea e occidentale nasce con un testo, l'Iliade, che racconta, nella cornice di una guerra tra Greci e Troiani, di un combattimento tra due grandi eroi, Achille ed Ettore. L' Iliade o il poema della forza, come recita il titolo di uno dei saggi più belli e più famosi di Simone Weil. Ma è proprio rileggendo questo poema che dovremmo capire che la forza è una soluzione debole. Questo aveva compreso Simone Weil e per questo le sue pagine meritano di essere rilette, oggi come ieri." (dall'introduzione di Mauro Bonazzi)

L' attesa della verità

L' attesa della verità

«Viviamo in una società che è diventata una macchina per infrangere i cuori, per schiacciare gli spiriti, per fabbricare incoscienza, stupidità, corruzione»: così scriveva nel 1934 la venticinquenne Simone Weil. In questo nostro tempo di grande disagio, solo la ricerca della verità, fine autentico della vita umana, può dare una risposta allo smarrimento e all'angoscia dell'uomo. La riscoperta della Weil, di cui si propongono alcuni dei testi più noti insieme a una scelta di pensieri dai Cahiers ordinati per temi, è un validissimo aiuto per intraprendere quel cammino interiore che può condurre l'uomo a ritrovare sé stesso, le sue radici e il senso del suo esserci.

La persona e il sacro

La persona e il sacro

Uno degli scritti più celebri di Simone Weil. Con un saggio di Giancarlo Gaeta.

Quaderni

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Sulla Germania totalitaria

Sulla Germania totalitaria

Book by Simone Weil

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Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale

Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale

Fondo di magazzino, intonso ed impolverato. Foto disponibili a richiesta. Job lot