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Le opere di

Antonella Beccaria

Operazione Bologna 1975-1980 : l'inarrestabile onda della strategia della tensione

Operazione Bologna 1975-1980 : l'inarrestabile onda della strategia della tensione

A lungo si è creduto che la strategia della tensione si fosse conclusa a ridosso della metà degli anni Settanta. Le ultime inchieste giudiziarie, culminate nel processo ai mandanti celebrato a Bologna, certificano che quell'ipotesi è sbagliata. Tra il 1975 e il 1980 c'è stato un crescendo di violenza che non è l'esito di un progetto concepito e attuato unicamente dalla generazione più giovane di terroristi di estrema destra. La documentazione più recente dimostra infatti la regia delle organizzazioni neofasciste della vecchia guardia, legate a piani geopolitici orchestrati dalla loggia P2. Uno scenario di trame oscure che «scavallò la metà degli anni Settanta e preparò il più ferale degli attentati che l'Italia repubblicana abbia conosciuto»: la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Uno bianca e trame nere

Uno bianca e trame nere

Tra il 1987 e il 1994 l'Emilia Romagna e le Marche sono attraversate da un impressionante crescendo di violenza che ha come epicentro Bologna. Sono gli anni della banda della Uno bianca, cinque poliziotti e un carrozziere che iniziano con piccole rapine ai caselli autostradali, fino ad arrivare a terrorizzare due regioni e a uccidere ventiquattro persone, ferendone oltre cento. Sono anche gli anni in cui l'Italia subisce mutazioni profonde. Dopo gli "anni di piombo", si scopre l'esistenza di Gladio e gli attentati da "semplici" stragi, diventano stragi di Stato. Bologna e l'Emilia Romagna, territori laboratorio guidati dai partiti di sinistra, scoprono di covare in seno poliziotti assassini, carabinieri alle prese con grossi guai, faide investigative che depistano indagini e processi. La ricostruzione di un periodo di terrore sul quale ancora oggi non è stata fatta chiarezza.