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Le opere di

Remo Bodei

Le forme del bello

Le forme del bello

«Un maestro della filosofia contemporanea ci aiuta a spostare lo sguardo per capire di più. Il che significa capire diversamente grazie alla bellezza» Federico Vercellone Dal modello classico all'estetica dell'assenza di regole: la storia dell'idea di bellezza è segnata dal progressivo disgregarsi del paradigma armonico di un perfetto ordine cosmico in cui il bello si collega al vero e al bene. Se in età moderna si fa esperienza del molteplice e dell'individuale, a fine Settecento si approda a una netta rivincita del sublime e del brutto. Ma è soprattutto il Novecento che rivendica il valore estetico della deformità e delle dissonanze come generatori di ordini sconosciuti. E così, malgrado il discredito che in alcune teorie colpisce oggi il concetto di bello, sorprendentemente esso continua a rinnovarsi, sottraendosi a qualunque definizione univoca e conclusiva. Remo Bodei ci ha fornito una chiave d'accesso a un concetto che non cessa d'interrogarci destabilizzandoci.

Destini personali. L'età della colonizzazione delle coscienze

Destini personali. L'età della colonizzazione delle coscienze

"Esiste il rischio di creare uomini e donne d'allevamento, paghi di soddisfare bisogni primari e secondari". Ognuno di noi è il risultato di un corpo ricevuto per eredità biologica e di stampi anonimi (lingua, cultura, istituzioni) le cui impronte rielabora in forma inconfondibilmente personale. A lungo, in Occidente, questi processi d'individuazione sono stati garantiti dalla fede nel loro inamovibile fondamento: l'anima immortale. Con la progressiva erosione di tale sostegno, ha inizio la consapevole costruzione dell'individualità mediante gli strumenti artificiali della politica e dei saperi scientifici. Attraverso tecniche di ingegneria umana il potere, interiorizzandosi, rende il singolo più facilmente plasmabile, invadendone la coscienza. Nello stesso tempo, la disarticolazione e la scissione del presunto carattere monolitico della personalità permettono una sua diversa ricomposizione entro inediti orizzonti di libertà. Un'evoluzione che seguiamo dalla fine del Seicento fino alle soglie del presente e che trova un punto focale nella fase politica d'incubazione e sviluppo dei fascismi e in quella filosofica, scientifica e letteraria del fiorire di progetti di potenziamento o di negazione dell'individualità e di sviluppo delle scienze della vita. Come sottrarsi all'oblio dei condizionamenti che ci hanno plasmato e dei desideri che ci orientano? Come rapportarci al "demone che tiene i fili" del nostro destino, rendendoci conto di come siamo divenuti quel che siamo e di ciò che potremmo ancora essere?

La civetta e la talpa. Sistema ed epoca in Hegel

La civetta e la talpa. Sistema ed epoca in Hegel

«il suo primo importantissimo libro... tuttora uno dei punti di riferimento nel mondo degli studi hegeliani» Michele Ciliberto Definendo la filosofia «il proprio tempo appreso col pensiero», Hegel condensa in una singola frase alcuni dei nodi più complessi della sua opera. Cosa significa per lui pensare il suo tempo? Qual è il senso della corrispondenza fra struttura sistematica e campo dei mutamenti storici? Quale il rapporto fra la civetta della filosofia, che interpreta coscientemente l'epoca, e la talpa dello spirito, che la trasforma inconsciamente con il suo cieco lavorio? A tali interrogativi Remo Bodei cerca una risposta in questo saggio ormai classico, che ha offerto una prospettiva originale della filosofia hegeliana.

La filosofia nel Novecento (e oltre)

La filosofia nel Novecento (e oltre)

Questo libro offre strumenti per delineare la mappa dei percorsi in cui la filosofia del Novecento incrocia gli altri saperi. Cogliendo le idee in movimento, risultano così maggiormente visibili, nella loro specificità, gli snodi che articolano il discorso filosofico. Vengono consapevolmente abbandonati i due modelli espositivi più diffusi: quello della storia lineare e quello della descrizione di sistemi miniaturizzati e isolati. A questi si preferisce la rappresentazione di scene teoriche compatte, scandite per quadri concettuali, in cui i protagonisti intrecciano i loro argomenti nello sforzo di chiarire problemi che sono anche nostri.

Immaginare altre vite. Realtà, progetti, desideri

Immaginare altre vite. Realtà, progetti, desideri

Per sfuggire agli orizzonti ristretti entro cui sarebbe confinata la nostra esistenza ci serviamo della immaginazione, alimentata dal confronto non solo con persone reali, ma anche con figure tratte dai testi letterari e dai media. Grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione, ciascuno dispone oggi, fin dall'infanzia, di un enorme repertorio di modelli di vita e di esperienza, tratti da differenti culture, che ne modificano le maniere di fantasticare, pensare e agire. Nel passato, oltre ai genitori e alla limitata cerchia dei conoscenti, i personaggi esemplari erano relativamente pochi e circonfusi di gloria: sovrani, condottieri, fondatori di religioni, santi, poeti o filosofi. Da quando i modelli con cui identificarsi si sono inflazionati, popolandosi di celebrità, la costruzione di un io autonomo, capace di inglobare l'alterità e di arricchirsi per suo tramite, è diventata più incerta. L'identità individuale, ibrido frutto d'imitazione e d'invenzione di sé, da un lato, si indebolisce allorché i modelli, diventando effimeri, perdono d'autorità; dall'altro, quasi per compensazione, esige per il soggetto maggiore visibilità e riconoscimento. Ma, se ognuno è connesso ad altre esistenze e capace di racchiuderne molte, non corre forse il rischio di perdere la propria consistenza e di trasformare l'immaginazione, più che in un fattore di crescita, in un trastullarsi inoperoso o, peggio, in un nocivo strumento di fuga dal mondo e di paralisi della volontà?

Ira la passione furente

Ira la passione furente

L'ira è un flusso potente di energia, che può esplodere per un'ingiustizia subita, un amore ferito, una speranza delusa o un senso di vergogna; è una passione forte che può sconvolgere la vita del singolo o il corso della storia, e che spesso si incrocia con l'odio e con la superbia, accompagnandosi al desiderio di vendetta. Nel volume, lo sguardo del filosofo ne coglie il senso, gettando luce sulle infinite manifestazioni di questo nodo dell'anima, sulle sue origini naturali e culturali, sulle sue declinazioni storiche, politiche e sociali, poiché l'ira è in grado di mobilitare sette, folle o interi popoli. Una forza dirompente, non sempre negativa, che può essere elaborata e riportata a proporzioni adeguate alle circostanze e a criteri di giustizia.

Filosofia ed emozioni

Filosofia ed emozioni

Nel saggio sono compresi testi di: Remo Bodei, professore di Storia della Filosofia e di Estetica all'Università di Pisa e Recurrent Visiting Professor alla Università di California, a Los Angeles; Clotilde Calabi, studiosa di filosofia della mente e psicologia filosofica; Simone Gozzano, professore a contratto all'Università dell'Aquila; Eugenio Lecaldano, professore di Storia delle dottrine morali presso l'Università "La Sapienza" di Roma; Titto Magri, professore di Antropologia filosofica presso l'Università "La Sapienza" di Roma. In breve il saggio intende presentare lo stato attuale della ricerca filosofica sulle emozioni in cinque testi originali: un reading fuori dai provincialismi e dagli accademismi.